9  Domande cognizione



81. Che cosa è la querela di falso?

 

1. È un particolare procedimento di natura penale, volto ad accertare se il pubblico ufficiale ha redatto o meno un atto pubblico falso;

2. È un particolare procedimento volto ad accertare la veridicità di un atto pubblico;

3. È una condizione di procedibilità necessaria per poter agire in sede penale contro un pubblico ufficiale che abbia redatto un atto falso; la querela è presentata innanzi al giudice civile, che trasmetterà gli atti al pubblico ministero affinché questi possa iniziare l'azione penale contro il pubblico ufficiale.

 

 

 

82. La querela di falso deve essere presentata necessariamente in un processo già in corso?

 

1. La querela di falso deve essere necessariamente presentata con una autonoma domanda che farà sorgere un diverso procedimento volto esclusivamente all'accertamento della falsità dell'atto pubblico.

2. La querela di falso può essere presentata solo in via incidentale, perché solo in quel momento, cioè durante un diverso processo, può nascere l'interesse ad agire a presentare l'istanza di querela di falso;

3. No, la querela di falso può essere proposta in via principale, cioè indipendentemente dallo svolgimento di un diverso processo;

 

 

 

 

83. Chi è il giudice competente a decidere sulla querela di falso?

 

1. Giudice competente a decidere sulla querela di falso è esclusivamente il tribunale in composizione collegiale;

2. Giudice competente a decidere sulla querela di falso è esclusivamente tribunale, in composizione monocratica;

3. Giudice competente a decidere sulla querela di falso è sempre lo stesso giudice che sta già svolgendo il giudizio principale, ma se la domanda è presentata in via principale, giudice competente sarà sempre la corte di appello.

 

 

 

 

84. La scrittura privata è una prova legale?

 

1. Sì, è sempre una prova legale al pari dell'atto pubblico;

2. No, ma può diveltarlo nei casi previsti dalla legge;

3. No, non è una prova legale, e non è mai possibile acquisti questa efficacia.

 

 

 

 

85. Che cosa prova la scrittura privata?

 

1. Che tutti i fatti in essa affermati sono veri;

2. La provenienza della dichiarazione;

3. La scrittura privata in realtà non prova nulla, ed è considerata dal giudice come un semplice indizio.

 

 

 

 

86. Chi presenta l'istanza per la verificazione della scrittura privata?

 

1. La presenta la parte che ha disconosciuto la propria scrittura;

2. La presenta la parte che si è vista disconoscere dall'altra la scrittura privata presentata in giudizio;

3. È una domanda trabocchetto, la verificazione è disposta d'ufficio dal giudice quando ritenga che la scrittura privata presentata possa essere falsa.

 

 

 

87. Che cosa ha ad oggetto la verificazione?

 

1. Normalmente ha ad oggetto la sottoscrizione, ma a seconda dei casi potrebbe avere anche ad oggetto la scrittura;

2. La verificazione ha ad oggetto esclusivamente la scrittura, ma non alla sottoscrizione;

3. La verificazione ha ad oggetto la capacità della parte di poter redigere un documento scritto.

 

 

 

88. L'istanza di verificazione di una scrittura privata può essere presentata solo in via incidentale?

 

1. La verificazione può essere presentata solo in via incidentale, ma è possibile che su richiesta delle parti si sospenda il processo, assegnando alle parti stesse un termine entro il quale dovranno presentare la domanda in via principale esclusivamente per la verificazione della scrittura privata.

2. Sì, l'istanza di verificazione può essere presentata solo in via incidentale, perché non avrebbe senso presentare una domanda volta ad accertare la veridicità di una scrittura privata, se non quando questa sia stata contestata;

3. No, può essere presentata anche in via principale;

 

 

 

89. La confessione è una prova legale?

 

1. Sì, ma solo quando verte su diritti disponibili;

2. Si in ogni caso:

3. No, perché andrebbe contro il principio del libero convincimento del giudice.

 

 

 

90. Quale la massima di esperienza che è alla base della confessione?

 

1. La massima di esperienza alla base alla confessione sta nel fatto che confessandosi ci si libera di un peso, e quindi ci dice la verità;

2. La massima di esperienza in base alla quale la confessione è una prova legale, sta nel fatto che nessuno dichiara fatti a sé sfavorevoli se questi poi non sono veri;

3. In realtà non vi è una massima di esperienza particolare in base alla quale la confessione è una prova legale, ma è frutto di un processo storico dovuto alla religione cattolica che vede la confessione come un’attività anche di natura religiosa, e di conseguenza confessare fatti che non sono veri comporta in chi lo fa un disagio profondo di natura psicologica, oltre che, per chi è credente, religioso.