Azienda
(Avviamento)

Sino ad ora abbiamo studiato l'impresa dal punto di vista soggettivo, occupandoci, cioè, della persona dell'imprenditore.
Tuttavia l'imprenditore non potrebbe operare se non avesse i mezzi per poter produrre; tali mezzi costituiscono l'azienda. Vediamo, quindi,con l'aiuto della tabella, che cos'è e a cosa serve l'azienda.

Azienda art. 2555 c.c.
Nozione: beni e servizi organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa
Funzione: è il mezzo oggettivo attraverso il quale si esercita l'attività d'impresa
Composizione: elementi omogenei ed eterogenei( macchinari, sevizi, etc.)

Abbiamo visto che cos'è e come è composta l'azienda. 

Consideriamo, ora, un altro concetto, l'avviamento. 

L'avviamento è la capacità dell'impresa  alla produzione di profitti.
Questi sono dati dalla differenza tra costi e ricavi, calcolando tra i costi anche quelli per l'uso dei macchinari.
I profitti dell'azienda, però, si producono dalla capacità dell'impresa ad attrarre clientela e quanta più clientela riuscirà ad attrarre l'impresa tanto più alta sarà la sua capacità di produrre profitto. 


Possiamo concludere, quindi, che la capacità di un impresa ad attrarre clientela indica la misura dell'avviamento.
Come è intuitivo la clientela verrà attratta dal complesso azienda+imprenditore, ma è ovvio che ognuno di questi elementi riesce ad attrarre la sua quota di clientela.


Possiamo quindi distinguere tra:
1.  un avviamento o clientela oggettivi,
come quella percentuale di clientela attratta dall'azienda;
2. un avviamento o clientela soggettivi, come quella percentuale di clientela attratta dalle capacità e quindi dalla persona dell'imprenditore.

In riferimento all'avviamento oggettivo notiamo che questo esiste anche quando si è costituito il complesso economico organizzato, indipendentemente dall'esistenza di clientela, e questo spiega come possa parlarsi di avviamento anche per una azienda non ancora in attività;

l'avviamento non costituisce un bene immateriale dell'azienda, ma è un valore patrimoniale della stessa, tanto che può essere iscritto al bilancio come voce dell'attivo nei limiti dell'art. 2426 c.c.

Vi sono una serie di norme che tutelano l'avviamento e, indirettamente, la conservazione dell'azienda come elemento unitario, vediamole:

1. La concessione di un diritto di prelazione a favore dell'imprenditore in caso di vendita o trasferimento dei locali;

2. La corresponsione di un indennizzo a favore dell'imprenditore (conduttore) da parte del locatore nel caso in cui quest'ultimo intenda riottenere i locali
( c.d. perdita per l'avviamento commerciale).
 

 



Sulla nozione di avviamento
Cass. civ. Sez. I, 08-03-2013, n. 5845 (rv. 625716)
In tema di cessione di azienda, l'avviamento non è un bene compreso nell'azienda - del quale quindi si possa ipotizzare un vizio ai sensi dell'art. 1490 cod. civ. in tema di vizi della cosa venduta - ma è una qualità immateriale dell'azienda stessa, che può essere promessa nel contratto di vendita e il cui difetto dà luogo alla fattispecie di inadempimento di cui all'art. 1497 cod. civ. in tema di mancanza di qualità promesse, con la conseguenza che la sua mancanza o il suo valore inferiore a quello pattuito non possono essere poste a fondamento dell'azione di riduzione del prezzo di cui all'art. 1492, ma solo, eventualmente, di una di risoluzione ex art. 1453 cod. civ. (Cassa e decide nel merito, App. Genova, 10/03/2006)
FONTI
 
CED Cassazione, 2013 
Fisco on line, 2013
 

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Cass. civ. Sez. I, 02-08-1995, n. 8470
L'avviamento va definito, nei suoi termini generali, come capacità di profitto di un'attività produttiva, ossia come quell'attitudine che consente ad un complesso aziendale di conseguire risultati economici diversi (ed, in ipotesi, maggiori) di quelli raggiungibili attraverso l'utilizzazione isolata dei singoli elementi che la compongono, in maniera tale che, se l'azienda appartiene, proporzionalmente alle rispettive partecipazioni, a tutti i soci nella stessa proporzione (salva prova contraria), ogni suo incremento è imputabile alla capacità personale ed al contributo di mezzi ed opere di ciascun socio. Pertanto, la semplice constatazione della rilevanza delle capacità personali nell'attitudine dell'azienda a produrre reddito non vale, di per sé, a distaccare i diritti patrimoniali di ciascun socio, che quelle attività imprenditoriali esercita, dal criterio di proporzionalità con i conferimenti effettuati.FONTI 
Mass. Giur. It., 1995
 

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Cass. civ. Sez. I, 19-10-1995, n. 10893
L'avviamento è una componente del valore dell'azienda, costituita dal maggior valore che il complesso aziendale, unitariamente considerato, presenta rispetto alla somma dei valori di mercato dei beni che lo compongono. Pertanto, in caso di cessione di azienda, si deve tener conto dell'avviamento, agli effetti dell'imposta di registro, nella determinazione del valore venale dell'azienda ceduta, senza che assumano rilievo circostanze contingenti, che pure possano avere influito nella determinazione concreta del corrispettivo - quali i legami di parentela e di lavoro tra cedente e cessionario (nella specie, il secondo figlio del primo e partecipante, sia pure in modo esiguo, all'attività dell'impresa paterna) -, in quanto il valore che deve essere preso in considerazione per la determinazione della base imponibile è il prezzo che il bene ha "in commercio", vale a dire quello che il venditore ha la maggiore probabilità di realizzare e l'acquirente di pagare in condizioni normali di mercato, prescindendo, quindi, da situazioni soggettive e momentanee che possano deprimerlo e esentarlo.
FONTI 
Mass. Giur. It., 1995 

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Sulla concezione unitaria dell'azienda.

Cass. civ. Sez. II, 15-05-2006, n. 11130 (rv. 590126)

Ai sensi dell'art. 2555 cod. civ. l'azienda, quale complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, è compiutamente identificata mediante la specificazione del tipo di attività svolta e dei locali nei quali essa è esercitata, trattandosi di indicazioni idonee a comprendere l'insieme degli elementi organizzati in detti locali e destinati allo svolgimento dell'attività dell'impresa, mentre la analitica individuazione di detti beni rileva al solo scopo di prevenire eventuali contestazioni in ordine alla riconducibilità degli stessi alla azienda; pertanto, deve ritenersi correttamente pronunciata dal giudice di merito, ex art. 1497 cod. civ. , la risoluzione del contratto per mancanza delle qualità promesse ed essenziali per l'uso a cui la cosa è destinata, qualora l'azienda, trasferita ai sensi dell'art. 2556 cod. civ. , sia risultata priva di un elemento essenziale per l'esercizio dell'attività commerciale dedotta in contratto anche se esso non sia stato menzionato tra i beni aziendali. (Nella specie, è stata pronunciata la risoluzione della cessione di un'azienda alimentare che, essendo sprovvista delle canne fumarie - peraltro non indicate fra i beni aziendali - non era stata in grado di svolgere l'attività di cottura dei cibi alla quale era preordinata per mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, di cui il cedente aveva dichiarato l'esistenza). (Rigetta, App. Ancona, 28 Maggio 2002)

FONTI 
Mass. Giur. It., 2006