Imprenditore commerciale

Rappresenta la figura d'imprenditore più importante ed anche quello sottoposto a maggiori oneri. Vediamoli:

- sottoposizione al fallimento ed alla altre procedure concorsuali; solo l'imprenditore commerciale può essere dichiarato fallito;
- obbligo d'iscrizione alla sezione ordinaria del registro delle imprese;
- obbligo di tenuta delle scritture contabili;
- la continuazione dell'impresa da parte degli incapaci può avvenire con l'autorizzazione del tribunale;

Vediamo ora, secondo il codice civile, chi sono gli imprenditori commerciali:

imprenditore commerciale
art.    2195 c.c.

Un caso particolare riguarda i liberi professionisti, cioè i professionisti intellettuali di cui all'art. 2229 c.c. ;
in proposito l'art. 2238 c.c.  stabilisce due concetti fondamentali:

1. al primo comma dispone che i liberi professionisti divengono imprenditori solo se l'esercizio della professione costituisce uno degli elementi di un attività organizzata in forma d'impresa;
2. al secondo comma si specifica che, al di fuori del caso precedente, se il professionista impiega sostituti o ausiliari, si applicano le disposizioni che regolano il lavoro nell'impresa ( sez. II, III e IV del capo I e del titolo II del codice civile) ma non quelle relative all'imprenditore;

In altre parole il professionista diviene imprenditore sole se svolge la sua attività nell'ambito di un impresa, come ad es. il medico che gestisce una clinica, mentre negli altri casi non diviene imprenditore nemmeno nel caso in cui abbia molti dipendenti, o, se si preferisce, non diviene imprenditore commerciale, visto che non può fallire, non ha l'obbligo delle scritture contabili etc.

Sorge però il problema di stabilire quando ci troviamo di fronte ad un professionista intellettuale; non è decisiva l'esistenza di un ordine professionale per la qualificazione (come anche potrebbe sembrare dalla lettura dell'art. 2229), ma l'attività svolta in concreto, se, in altre parole ci troviamo di fronte ad "una prestazione d'opera intellettuale" .
Per rendersi conto del problema si fa spesso l'esempio del farmacista, che pur essendo iscritto in un albo e qualificato come professionista intellettuale da leggi speciali, è considerato imprenditore commerciale, poiché la sua attività è volta in maniera quasi esclusiva alla vendita di prodotti medicali e farmaci che non produce egli stesso, ma che acquista dalle case farmaceutiche.