La capacitÓ di succedere

Abbiamo visto che con la vocazione ereditaria si indica un soggetto come erede. Ma Ŕ anche necessario che questo soggetto abbia la capacitÓ a succedere che coincide con la capacitÓ giuridica.

Di conseguenza sono capaci succedere tutti coloro che sono nati (vivi) al momento dell'apertura della successione e che siano ancora viventi.
Sin qui non vi sarebbe nulla di speciale proprio per la perfetta coincidenza tra la capacitÓ di succedere e la capacitÓ giuridica.
L'articolo 462 del codice civile, per˛, indica come capaci succedere anche " i concepiti " al tempo dell'apertura della successione e, in caso successione testamentaria, hanno capacitÓ succedere anche i figli  di una determinata persona vivente al momento all'apertura della successione non ancora concepiti.
Dobbiamo quindi distinguere la successione legittima da quella testamentaria.
Per quella legittima sono capaci di succedere tutti coloro che sono vivi al momento dell'apertura della successione ( e che quindi hanno capacitÓ giuridica), ma anche quelli che non sono ancora nati, ma sono stati comune concepiti; se quindi muore il padre, successori saranno, oltre la moglie, i figli giÓ nati, ma anche quello o quelli concepiti.
Nella successione testamentaria, invece, possono essere capaci di succedere addirittura coloro che non sono stati ancora concepiti. 

Salvo prova contraria, poi,  si presumono concepiti al tempo dell'apertura della successione coloro che sono nati entro 300 giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta. In tutti questi casi la chiamata Ŕ subordinata alla nascita della persona.

Non sfugge che per questi periodi di tempo (anche molto lunghi nel caso di figli non concepiti) bisogna provvedere per il patrimonio defunto privo di titolare.

Nel caso di figli giÓ concepiti l'articolo  643 del codice civile affida al padre e alla madre l'amministrazione del patrimonio.

Se invece sono chiamati figli non ancora concepiti l'amministrazione spetta a coloro che diverrebbero eredi nel caso in cui i nascituri chiamati non dovessero venire ad esistenza.

Hanno piena capacitÓ di succedere le persone giuridiche in quanto non Ŕ pi¨ necessaria l'autorizzazione governativa originariamente prevista dall'abrogato articolo 17 del codice civile.

Anche gli enti non riconosciuti possono succedere senza bisogno di trasformarsi in enti riconosciuti, grazie alla abrogazione del primo comma dell'articolo 600 del codice civile che imponeva tale trasformazione a pena di inefficacia delle disposizioni testamentarie che li riguardavano.

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