Gestione della procedura e responsabilità del curatore (art. 128, 131,136)

Amministrazione del patrimonio del debitore: il curatore ha l'amministrazione del patrimonio compreso nella liquidazione giudiziale e compie tutte le operazioni della  procedura sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, nell'ambito delle funzioni ad esso attribuite.

Modalità di svolgimento dei suoi compiti:  deve svolgere i suoi compiti con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e deve annotare le sue operazioni giorno per giorno in apposito registro informatico consultabile telematicamente.

Poteri processuali del curatore: non può stare in  giudizio  senza  l'autorizzazione  del giudice delegato, salvo che in materia di contestazioni e di  tardive dichiarazioni di crediti e di diritti  di  terzi  sui  beni  compresi nella liquidazione giudiziale, e salvo che nei procedimenti  promossi per impugnare atti del giudice delegato o del  tribunale  e  in  ogni altro caso in cui non occorra ministero di difensore.  Non può assumere la veste di avvocato nei giudizi che riguardano la liquidazione giudiziale, ma può assumere la veste di  difensore,  se  in  possesso  della  necessaria qualifica, nei giudizi avanti al giudice  tributario  quando sia  funzionale ad un risparmio per la massa.

Conto della gestione: il curatore che  cessa  dal  suo  ufficio,  anche  durante  la liquidazione giudiziale, nonché al termine dei giudizi e delle altre operazioni di cui all'articolo 233, comma 2, deve  rendere  il  conto della gestione a norma  dell'articolo  231,  comunicandolo  anche  al curatore eventualmente nominato in sua vece, il quale può presentare osservazioni e contestazioni.  Solo dopo l’approvazione del rendiconto potrà ottenere il suo compenso (art. 136).

Svolgimento delle operazioni di liquidazione: il  curatore  procede  alle operazioni   di   liquidazione contemporaneamente alle operazioni di accertamento del passivo.

Deposito delle somme riscosse: le  somme  riscosse  a  qualunque  titolo  dal  curatore  sono depositate entro  il  termine  massimo  di  dieci  giorni  sul  conto corrente intestato alla procedura di liquidazione  aperto  presso  un ufficio postale o presso una banca scelta dal curatore. Il mancato deposito nel termine è valutato dal  tribunale  ai fini dell'eventuale revoca del curatore.

Il prelievo delle somme è  eseguito secondo quanto disposto dal terzo e quarto comma dell’art. 131.

Reclamo contro gli atti e omissioni del curatore (art. 133)

 

Reclamo contro gli atti del curatore: contro  gli  atti  di  amministrazione del curatore, il  comitato  dei  creditori,  il  debitore  e  ogni  altro interessato possono proporre reclamo, per violazione  di  legge,  con ricorso al  giudice  delegato  entro  otto  giorni  dalla  conoscenza dell’atto. 

Reclamo contro le omissioni del curatore: in questo caso gli otto giorni per il reclamo decorrono dalla  scadenza  del  termine indicato nella diffida a provvedere.

La decisione è presa dal giudice delegato con decreto contro il quale può essere proposto il reclamo previsto dall'articolo 124.

 

Revoca del curatore (art. 134)

Revoca: il tribunale può in  ogni  tempo,  su  proposta  del  giudice delegato o su richiesta  del  comitato  dei  creditori  o  d'ufficio, revocare con decreto motivato e sentito lo stesso curatore e il comitato dei creditori.

Impugnazione del decreto del tribunale: contro il decreto di  revoca  o  di  rigetto  dell'istanza  di

revoca del curatore è ammesso  il  reclamo  alla  corte  di  appello previsto dall'articolo 124. Il reclamo non sospende  l'efficacia  del decreto.

 

Sostituzione del curatore (art. 135)

I creditori  che  rappresentano  la  maggioranza  dei  crediti ammessi possono chiedere la sostituzione del curatore indicandone  al tribunale  le  ragioni.  Il  tribunale,  valutate  le  ragioni  della richiesta, provvede alla nomina del nuovo curatore. Dal computo dei crediti, su istanza di uno o  più  creditori, sono esclusi quelli  i  cui  titolari  si  trovino  in  conflitto  di interessi.

 

Relazione e rapporti riepilogativi (art. 130)

Chiudiamo questa parte sul curatore con le relazioni e i rapporti riepilogativi che deve redigere il curatore; si tratta di attività che il curatore deve compiere in termini molto stringenti, vediamo.

a) entro trenta giorni dalla dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale: il  curatore, presenta al giudice  delegato un’ informativa  sugli  accertamenti   compiuti   e   sugli   elementi informativi acquisiti relativi  alle  cause  dell'insolvenza  e  alla responsabilità del debitore  ovvero  degli  amministratori  e  degli organi di controllo della società.  La relazione è trasmessa in  copia integrale entro cinque giorni dal deposito al pubblico ministero.

b) entro sessanta giorni dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo: il curatore presenta al  giudice  delegato  una relazione  particolareggiata  in  ordine  al  tempo  e   alle   cause dell'insorgere della crisi e  del  manifestarsi  dell'insolvenza  del debitore,  sulla  diligenza  spiegata  dal  debitore   nell'esercizio dell'impresa, sulla responsabilità del debitore  o  di  altri  e  su quanto può interessare anche ai fini delle indagini  preliminari  in sede penale. La relazione è trasmessa in  copia integrale entro cinque giorni dal deposito al pubblico ministero.

c) entro quattro mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, e poi ogni sei mesi:

il curatore presenta al  giudice  delegato  un  rapporto  riepilogativo delle  attività  svolte  e  delle  informazioni  raccolte  dopo   le precedenti relazioni, accompagnato dal conto  della  sua  gestione  e dagli estratti del conto bancario o postale della procedura  relativi agli stessi periodi. Copia del rapporto e dei documenti  allegati è trasmessa al comitato dei creditori.

Nel termine di quindici  giorni, il comitato dei creditori o  ciascuno  dei  suoi  componenti  possono

formulare osservazioni scritte.

Nei successivi quindici giorni  copia del rapporto, assieme alle eventuali osservazioni,  omesse  le  parti secretate, è trasmessa per mezzo della posta elettronica certificata al debitore, ai creditori e ai titolari di diritti sui beni.

Se non si fa luogo all’accertamento del passivo ( quando cioè risulta che non può essere  acquisito  attivo da  distribuire  ai creditori ex art. 120) la relazione è  depositata entro  il  termine  di  centottanta  giorni  dalla  dichiarazione  di apertura della liquidazione giudiziale.

Questi sono i termini fondamentali che deve rispettare il curatore, ma i suoi obblighi informativi non finiscono qui e infatti quando il debitore  o  gli  amministratori  non  ottemperano  agli obblighi di deposito di cui all'articolo 49, comma 3, lettera c (deposito di bilanci, scritture contabili etc.) il curatore informa senza indugio il pubblico ministero.

In questo  caso  o anche quando le scritture contabili sono incomplete  o  comunque  risultano inattendibili, il curatore, con riguardo alle operazioni compiute dal debitore nei cinque anni anteriori alla presentazione  della  domanda cui sia seguita l'apertura della liquidazione giudiziale, oltre  alle ricerche effettuate ai sensi dell'articolo 49, comma 3,  lettera  f), può chiedere al giudice delegato di essere autorizzato ad accedere a banche dati, ulteriori rispetto a quelle di  cui  all'articolo  49  e specificamente indicate nell'istanza di autorizzazione

 


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