Il concordato minore

Ci siamo occupati in precedenza del concordato preventivo che riguarda gli stessi soggetti che possono essere sottoposti alla liquidazione giudiziale.

Il codice però, prevede anche un concordato per i sovraindebitati, escluso il consumatore, che chiama “concordato minore” regolato dagli articoli 74 e ss. del codice.

Questo concordato può essere di due tipi:

1) concordato in continuità: il debitore propone il concordato ma con la continuazione della sua attività (art. 74 comma 1);

2) concordato liquidatorio: il debitore cessa la sua attività e vuole liquidare i creditori; in questo caso è possibile proporre il concordato solo con l’apporto di risorse esterne che aumentino in maniera apprezzabile la soddisfazione dei creditori.

Si seguirà la procedura prevista dal Titolo III del codice, cioè quella prevista per la regolazione della crisi e dell’insolvenza, se non derogata dalle specifiche regole previste per il concordato minore.

La proposta da sottoporre ai creditori ha contenuto libero, ma deve indicare in modo  specifico  tempi  e  modalità  per  superare  la  crisi  da sovraindebitamento  e  può  prevedere  il   soddisfacimento,   anche parziale,  dei  crediti  attraverso  qualsiasi  forma,   e anche la eventuale suddivisione dei creditori in classi.

Il debitore deve poi allegare alla domanda di concordato i documenti di cui all’art. 75.

La domanda non è pero presentata direttamente dal debitore, ma tramite un OCC costituito nel circondario del tribunale competente ex art. 27 comma 2 e quindi la competenza non spetta al tribunale delle imprese ma al tribunale ordinario in composizione monocratica (art. 76 comma 6).

Alla domanda poi deve essere poi allegata una relazione dell’OCC che si occupa, tra l’altro, della proposta del debitore, cause della crisi, l'indicazione presumibile dei costi della procedura, la percentuale, le modalità e i tempi di soddisfacimento  dei creditori.

La domanda di concordato con la documentazione richiesta e la relazione dell’OCC è depositata nella cancelleria dei tribunale e si seguirà questa procedura descritta nello schema.

Vi sarà il deposito della domanda da parte dell'OCC per conto del debitore nella cancelleria del tribunale, che con decreto e verificata l'ammissibilità della proposta dichiara aperta la procedura. L'OCC si occuperà di tutte le comunicazioni.

Il giudice dà termine di 30 giorni affinché i creditori facciano pervenire all'OCC le dichiarazioni di assenso o dissenso via pec.

 

 Seguirà quindi il voto dei creditori, cioè l’adesione ( o la non adesione) alla proposta di concordato.

Per l’art. 79 Il  concordato  minore  è  approvato   dai   creditori  che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.

Segue quindi, nello schema, la fase dell’omologazione dove il giudice potrà, dopo aver verificato le maggioranze e l'ammissibilità e fattibilità del piano del debitore, omologare il concordato o, in caso contrario, respingerla.

 L’art. 82, infine, si occupa, come si vede nello schema,  dei casi di revoca del concordato che può avvenire in seguito all'iniziativa del creditore, del p.m. o di qualsiasi interessato e anche d'ufficio.

Il giudice potrà accogliere le richiesta o respingerla con decreto motivato, nel caso in cui la respinga provvederà con sentenza impugnabile ex art. 50.

 

 


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