Il concordato preventivo

Del concordato preventivo ce siamo già occupati seguendo l’ordine del codice, ma solo per l’aspetto processuale, ora invece dobbiamo occuparci dell’aspetto sostanziale del concordato.

Gli articoli 84 e ss. del codice si occupano del concordato preventivo. Con la proposta di concordato il debitore cerca di evitare la liquidazione giudiziale prima del suo verificarsi e l’art. 84 al primo comma ci illustra lo scopo del concordato preventivo con questa definizione:

Con  il  concordato  preventivo  il  debitore   realizza   il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o  la liquidazione del patrimonio”.

Il concordato può essere quindi di due tipi, con continuità aziendale e liquidatorio.

A) Con la continuità aziendale, in modo che i creditori possano ricevere quanto previsto in base al concordato grazie alla continuazione dell’attività d’impresa risanata.

In questo concordato  i  creditori  sono soddisfatti  in  misura  prevalente  dal  ricavato   prodotto   dalla continuità aziendale  compresa  la  cessione del magazzino.

La continuità può essere di due tipi:

a.1. Diretta, nel senso che l’imprenditore continua a gestire la sua impresa; in questo caso il  piano  prevede  che  l'attività d'impresa sia funzionale ad assicurare il  ripristino  dell'equilibrio economico finanziario nell'interesse prioritario dei creditori, oltre che dell'imprenditore e dei soci.

a.2. Indiretta, nel senso che sia prevista la gestione dell’azienda o la sua ripresa da parte di un soggetto diverso dall’imprenditore - debitore originario in base a una serie di contratti stipulati tra l’imprenditore e il nuovo gestore dell’azienda.

B) Con la liquidazione del patrimonio, nel senso che i beni dell’azienda sono liquidati per la soddisfazione dei creditori; in questo modo l’impresa cessa di esistere.

Questo secondo tipo di concordato è possibile solo se vi sono soggetti esterni che incrementino il patrimonio da liquidare.

Non tutti i debitori possono accedere al concordato preventivo, ma solo quelli (art. 85 comma 1) che, trovandosi in stato di crisi o d’insolvenza, sono soggetti alla liquidazione giudiziale ex art. 121 facendo salvo comunque  l’art. 296 che in generale si riferisce al fatto che le imprese sottoposte a liquidazione coatta amministrativa sono ammesse anche al concordato preventivo.

Fulcro del concordato preventivo è la proposta che avanza il debitore, proposta che successivamente dovrà essere sottoposta al voto dei creditori.

La proposta di concordato si basa su un piano di cui si occupano gli articoli 85, 86, 87 e 88; quest’ultimo articolo si occupa specificamente del pagamento dei debiti fiscali e della procedura da seguire in questi casi.

Venendo agli articoli 85, 86 e 87, si scopre che il piano ha un contenuto libero, lasciato all’iniziativa del debitore, un contenuto eventuale (artt. 85 e 86) e un contenuto obbligatorio ex art. 87.

Vediamo il contenuto eventuale del piano.

Il piano può prevedere:

a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei  crediti attraverso  qualsiasi  forma,  anche  mediante  cessione  dei   beni, accollo,   o   altre   operazioni   straordinarie,    ivi    compresa l'attribuzione  ai  creditori,   nonché   a   società   da   questi partecipate,   di   azioni,   quote,   ovvero   obbligazioni,   anche convertibili in azioni, o altri  strumenti  finanziari  e  titoli  di debito;

b) l'attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore;

c) la eventuale suddivisione dei creditori in classi;

d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a  classi diverse.

E ancora può prevedere (art. 86):

e) una  moratoria  fino  a  due  anni dall'omologazione  per  il  pagamento   dei   creditori   muniti   di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista  la  liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.

Veniamo al contenuto obbligatorio ex art. 87.

Il piano deve indicare:

a) le cause della crisi;

b) la definizione delle strategie  d'intervento  e,  in  caso  di concordato in  continuità,  i  tempi  necessari  per  assicurare  il riequilibrio della situazione finanziaria;

c) gli apporti di finanza nuova, se previsti;

d)  le  azioni  risarcitorie  e  recuperatorie  esperibili,   con indicazione di quelle eventualmente  proponibili  solo  nel  caso  di apertura  della  procedura  di  liquidazione   giudiziale   e   delle prospettive di recupero;

e) i tempi delle attività da compiersi, nonché le iniziative da adottare nel caso di scostamento  tra  gli  obiettivi  pianificati  e quelli raggiunti;

f) in caso di continuità aziendale, le ragioni per le quali questa è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori;

g) ove sia prevista la prosecuzione dell'attività  d'impresa  in forma diretta, un'analitica individuazione dei  costi  e  dei  ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività', delle  risorse  finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura.

 


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