Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

Il capo II del titolo IV, sempre nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi, si occupa delle procedure di composizione della crisi riservate al sovraindebitato.

Ricordiamo cosa sia la situazione di sovraindebitamento.

Sovraindebitamento : lo stato di crisi o  di  insolvenza  del consumatore,   del    professionista,    dell'imprenditore    minore, dell'imprenditore agricolo,  delle  start-up  innovative  di  cui  al

decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e di ogni  altro  debitore  non assoggettabile alla liquidazione  giudiziale  ovvero  a  liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste  dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

Quali procedure si seguono in questi casi? Il legislatore, invece di costruire una procedura specifica ha preferito dettare una disciplina procedurale essenziale e per quanto non previsto si applicheranno  le disposizioni procedurali del Titolo III, e cioè le procedure previste per la regolazione della crisi e dell’insolvenza di cui abbiamo ampiamente parlato in quanto compatibili.

La prima regola generale che riguarda le procedure da sovraindebitamento rispetto alle procedure del titolo III sta nel fatto che i  compiti  del  commissario  giudiziale  o  del  liquidatore nominati in quelle procedure sono svolti  dall'OCC. 

Ma vediamo in sintesi queste procedure. In primo luogo abbiamo la procedure familiari ex art. 66 e le procedure di ristrutturazione dei debiti che può attivare il consumatore sovraindebitato ex art. 67.

Nel primo caso con l’assistenza dell’OCC i membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un'origine comune.

Nel secondo caso il consumatore sovraindebitato, con l'ausilio dell'OCC, può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che indichi in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento. La proposta ha contenuto libero e può prevedere il soddisfacimento, anche parziale, dei crediti in qualsiasi forma.

L’art. 68 disciplina la procedura e la fondamentale attività prestata dall’Occ e si ricorda che la domanda può essere presentata al giudice sono tramite l’OCC e con una relazione redatta dallo stesso organo.

Il piano di ristrutturazione dei debiti presentato dal consumatore con la proposta diretta ai creditori dovranno poi essere omologati dal tribunale ex art. 70.

In tal caso  il giudice, verificata l'ammissibilità giuridica e la fattibilità economica del piano, risolta ogni contestazione, omologa il piano con sentenza e ne dispone, ove necessario, la trascrizione a cura dell'OCC. Con la stessa sentenza dichiara chiusa la procedura.

Il piano sarà poi eseguito sotto la vigilanza dell’OCC (art. 71), ma l’omologazione potrà essere revocata ex art. 72 in caso di frode del debitore, di inadempimento degli obblighi previsti nel piano o quando sia diventato inattuabile, e non sia possibile modificarlo.

Alla revoca provvede il giudice anche d’ufficio.

In caso di revoca il giudice dispone, su istanza del debitore, la conversione in liquidazione controllata.

 

 


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