Proposte e offerte concorrenti nel concordato preventivo (artt. 90 e 91)

La proposta di concordato proviene dal debitore, e sembra logico che solo da lui possa provenire una tale proposta. Ma già la vecchia legge fallimentare prevedeva che anche altri soggetti possono presentare delle proposte che, se approvate, divengono obbligatorie per il debitore.

Vediamone le caratteristiche più importanti.

 

  • Possono presentare la proposta: colui o coloro che, anche per effetto di  acquisti  successivi alla domanda di concordato, rappresentano almeno il dieci  per  cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale  depositata  dal debitore, possono presentare una proposta concorrente  di  concordato preventivo e il relativo piano.
  • Termine per il deposito della proposta: la proposta  può essere presentata entro e non oltre trenta  giorni  prima  della data iniziale stabilita per la votazione dei creditori.
  • Soggetti che non possono presentare la proposta: la  proposta  concorrente  non  può  essere  presentata  dal debitore, neppure per interposta persona, dal coniuge, dalla parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso o dal  convivente  di fatto del debitore, da parenti e affini entro il quarto  grado  e  da parti correlate.
  • Ammissibilità della proposta: le proposte di concordato concorrenti non sono ammissibili  se nella relazione sulla fattibilità della proposta e sulla veridicità dei dati aziendali (art. 87, comma  2),  il  professionista indipendente attesta che  la  proposta  di  concordato  del  debitore assicura il pagamento di almeno il trenta  per  cento  dell'ammontare dei crediti chirografari.

La proposta concorrente prima di essere comunicata ai creditori deve essere sottoposta al giudizio del tribunale che dovrà verificare la correttezza dei criteri dei formazione della classi e può essere modificata, come quella che presenta il debitore, fino a venti giorni prima del voto dei creditori.

 

Le offerte concorrenti

Può sembrare strano che in un piano di concordato il debitore preveda delle offerte, ma l’arcano di risolve considerando che il debitore nel piano che propone ai creditori abbia già un offerente disposto ad acquistare in denaro o comunque a titolo oneroso l’azienda o rami di azienda o anche di specifici beni, e non si tratta di un offerta qualsiasi ma di un offerta irrevocabile ex art. 1329 c.c.

L’offerta irrevocabile potrebbe riguardare anche l’affitto di azienda.

Questa offerta irrevocabile, o proposta irrevocabile, è in genere contenuta nel piano presentato dal debitore, ma potrebbe capitare che ancora prima dell’apertura del concordato il debitore abbia già stipulato  un contratto che comunque abbia  la  finalità  del  trasferimento non immediato dell'azienda, del ramo d'azienda o di specifici beni aziendali.

Che succede in questi casi?

L’art. 91 prevede una specifica procedura volta a stimolare la presentazione di offerte irrevocabili anche da parte di altri soggetti.

 


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