Accesso al concordato preventivo e al giudizio per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti. Ammissione e omologazione

 

Al concordato preventivo e agli accordi di ristrutturazione dei debiti si accede, come visto, tramite ricorso al tribunale competente, depositando tutta la documentazione necessaria ex art. 39, tuttavia per l’art. 44, il debitore può chiedere al tribunale dei termini per depositare successivamente la proposta di concordato preventivo con il relativo piano, l’attestazione di veridicità dei dati e di fattibilità, e l’accordo di ristrutturazione.

Il tribunale concede i termini e nomina anche il commissario giudiziale che dovrà sorvegliare il debitore nel periodo di concessione dei termini contro atti di frode e sulla condotta del debitore.

Atti di frode del debitore, suo comportamento pregiudizievole insieme alle altre ipotesi previste dal comma 2 dell’art. 44 possono comportare la revoca dei termini concessi al debitore.

Tra la richiesta di concordato preventivo e fino al decreto di apertura del concordato ex art. 47 si producono gli effetti di cui all’art. 46, e cioè il debitore può compiere atti di straordinaria amministrazione che siano urgenti e se autorizzati dal tribunale.

Ma entriamo nel vivo della procedura.

Il tribunale dopo il deposito della domanda di concordato e del relativo piano, verifica l'ammissibilità giuridica della proposta, e la fattibilità economica del piano, e con il parere del commissario giudiziale, se è stato già nominato, può ritenere che il debitore possa essere ammesso al concordato, e per far ciò emana un decreto, un decreto particolarmente importante, perché nomina il giudice delegato, nomina il commissario giudiziale se non era stato già nominato prima perché sono stati concessi i termini ex art. 44, stabilisce in relazione al numero dei creditori e alla entità del passivo, tenendo anche conto della celerità della procedura, la data iniziale e finale dell'espressione del voto da parte dei creditori, in modo, comunque, che sia assicurato il contraddittorio e l'effettiva partecipazione alla procedura. Oltre a ciò dà termine al debitore per depositare l'ulteriore somma di danaro oltre quella già precedentemente versata.

Può darsi però che il tribunale ritenga non è ammissibile la domanda di ammissione al concordato preventivo, rigettando così la richiesta.

È da notare però che in questo caso il tribunale non potrà aprire d'ufficio la liquidazione giudiziale, ma sarà comunque necessaria ad iniziativa dei soggetti legittimati, come ad esempio i creditori o pubblico ministero.

Se però non è aperta la procedura di liquidazione giudiziale si può riproporre la richiesta di ammissione al concordato, ma dovranno essere allegati dei mutamenti di circostanze che la giustifichino.

Facciamo però il caso che il tribunale abbia ammesso il debitore al concordato, e quindi vi sarà la fase dell'omologazione che deve essere ovviamente proceduta dal voto favorevole dei creditori.

Basterà seguire la procedura secondo lo schema che segue.

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In sostanza se i creditori hanno approvato il concordato il tribunale fissa la data dell’udienza in camera di consiglio per la comparizione delle e prima dell’udienza i creditori dissenzienti e qualsiasi interessato possono proporre opposizione, mentre i debitore può depositare memorie.

All’udienza il tribunale verificata la regolarità della procedura e l’ammissibilità giuridica e la fattibilità della proposta di concordato omologa il concordato, diversamente rifiuta l’omologazione, e su ricorso dei soggetti legittimati dispone l’apertura della liquidazione giudiziale.

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Dobbiamo ricordarci che il procedimento di omologazione non riguarda solamente il concordato preventivo, ma anche gli accordi di ristrutturazione dei debiti, accordi che il debitore già ha stipulato con i suoi creditori, e che ora vuole fare omologare.

Il tribunale omologa gli accordi quando non vi sono contestazioni da parte dei creditori, ma può darsi invece che i creditori e ogni altro interessato propongono opposizione entro 30 giorni dall'iscrizione degli accordi nel registro delle imprese; in questo caso il tribunale decide le opposizioni in camera di consiglio e procede alla omologazione oppure alla non omologazione degli accordi.  È da notare che se il tribunale decide di non omologare gli accordi, questa situazione potrebbe portare all'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti del debitore, perché in questo caso ma solo su richiesta dei soggetti interessati, il tribunale potrebbe anche dichiarare con sentenza l'apertura della liquidazione giudiziale.

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