Cessazione dell’attività dell’imprenditore

 

Dobbiamo porci ora un problema relativo alla liquidazione giudiziale, dopo quanto tempo si può chiedere la liquidazione giudiziale dopo che sia cessata l’attività d’impresa?

In effetti il codice risolve il problema ponendo all’art. 33 il riferimento alla cancellazione dell’impresa dal registro delle imprese, ammesso che fosse iscritta.

Vediamo quindi cosa dice l’art. 33 ai primi due commi.

“1. La liquidazione giudiziale può essere aperta entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo.
2. Per gli imprenditori la cessazione dell'attività coincide con la cancellazione dal registro delle imprese e, se non iscritti, dal momento in cui i terzi hanno conoscenza della cessazione stessa. E' obbligo dell'imprenditore mantenere attivo l'indirizzo del servizio elettronico di recapito certificato qualificato, o di posta elettronica certificata comunicato all'INI-PEC, per un anno decorrente dalla cancellazione”.

Come si vede il termine è di un anno, e si presume che la cessazione dell’attività coincida con la cancellazione dell’impresa dal registro delle imprese, tuttavia non è poi certo che un’impresa cancellata dal registro abbia effettivamente cessato l’attività, e allora il terzo comma dell’art. 33 dispone che:

3. In caso di impresa individuale o di cancellazione di ufficio degli imprenditori collettivi, è fatta comunque salva la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di dimostrare il momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui decorre il termine del comma 1”.

 

Quindi se si tratta di un imprenditore collettivo che non è stato cancellato d’ufficio non sarà possibile, trascorso l’anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, chiedere la liquidazione giudiziale.

Per quanto riguarda l’imprenditore defunto l’art. 34 dispone che può essere dichiarata quando ricorrono le condizioni dell’art. 33, cioè quelle che abbiamo appena visto, tuttavia si può ritenere applicabile anche in questo caso l’interpretazione del vecchio art. 11 della legge fallimentare, secondo la quale l’anno per chiedere il fallimento dell’imprenditore defunto decorre dalla sua morte e non dalla cancellazione dal registro delle imprese, che in ipotesi potrebbe non esservi stata.

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