Doveri dei soggetti che partecipano alla regolazione della crisi o dell'insolvenza

Passiamo ora, ai doveri dei soggetti che partecipano alla regolazione della crisi o dell'insolvenza, di cui agli articoli 3, 4 e 5 del codice.

In particolare l'articolo 3 si riferisce ai doveri del debitore, che però individua, in questo caso con l'imprenditore, e per quanto riguarda l'imprenditore individuale, questo deve adottare delle misure idonee a rilevare lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie per farvi fronte.

Per quanto riguarda invece l'imprenditore collettivo deve realizzare un assetto organizzativo adeguato secondo quanto prevede l'articolo 2086 del codice civile, per la tempestiva rilevazione dello stato di crisi, e per l'assunzione delle idonee iniziative.

Quindi l'imprenditore collettivo in riferimento è l'articolo 2086 del codice civile che impone a codesto imprenditore di istituire un assetto organizzativo amministrativo e anche contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, e questo assetto deve essere anche realizzato in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa, e della perdita della continuità aziendale.

 

L'imprenditore collettivo, sia esso società o altro imprenditore collettivo, come può essere una cooperativa, ha il dovere di attivarsi senza indugio per l'adozione degli strumenti che l'ordinamento prevede (e stiamo e parlando del codice della crisi dell'impresa) per il superamento della crisi il recupero della continuità aziendale. Insomma l’imprenditore collettivo deve darsi da fare sia nel senso della realizzazione una struttura idonea per rilevare le crisi, sia per attivare gli strumenti per risolverla. Non si tratta di una semplice facoltà, ma di un dovere ribadito sia dal codice civile, sia dal codice della crisi d'impresa.

Nelle procedure le parti, c'è il debitore e i creditori devono comportarsi secondo buona fede, secondo buona fede oggettiva.

Il codice della crisi dell'impresa stabilisce pure specificamente quali siano questi parametri, che si aggiungono a quelli generali previsti in tema di buona fede, e per quanto riguarda il debitore si può ricordare l'obbligo di illustrare la sua situazione in modo completo, veritiero e trasparente, fornendo ai creditori di tutte le informazioni necessarie e appropriate allo strumento della regolazione della crisi o dell'insolvenza prescelto. Per i creditori possiamo ricordare l'obbligo di collaborare lealmente con il debitore che con i soggetti preposti alle procedure di allerta e composizione assistita della crisi.

Anche le autorità preposte hanno degli obblighi da rispettare, e si possono ricordare gli obblighi di riservatezza e segretezza, trasparenza rotazione ed efficienza, e ancora per quanto riguarda il tribunale, la priorità della trattazione processuale delle cause rispetto le altre dove è parte l'organo della procedura per la composizione della crisi nominato dall'autorità giudiziaria.

Inoltre i componenti degli organismi dei collegi preposti alle procedure di allerta e composizione assistita della crisi sono tenuti al segreto professionale.

 

L'articolo 6 del codice si preoccupa di indicare quali siano i crediti prededucibili relativamente alle procedure previste dal codice stesso.

Indubbiamente queste procedure hanno un costo, e ci sono dei crediti che deve essere soddisfatti prima di altri, da non confondere con i crediti privilegiati, e l'articolo 6 ne fa un elenco, e si possono ricordare i crediti relativi a spese compensi per le prestazioni rese dall'organismo di composizione della crisi d'impresa, o ancora i crediti professionali sorti in funzione della domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti e delle misure protettive, o ancora i crediti professionali relativi alla presentazione della domanda di concordato preventivo, e infine i crediti legalmente sorti durante le procedure concorsuali per la cessione del patrimonio del debitore.

Quindi basterà leggersi l'articolo 6 per sapere con precisione quali sono questi crediti prededucibili.

Il codice, però, si preoccupa anche di stabilire quali siano i crediti che non sono prededucibili, quelli, cioè, dove potrebbe esservi dubbio che si tratti di crediti prededucibili. Infatti non sono crediti prededucibili quelli professionali per prestazioni rese su incarico conferito dal debitore durante le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi a soggetti diversi dall'Ocri. Insomma i crediti del professionista che assiste il debitore non sono considerati dal codice prededucibili.

Manuale della crisi d'impresa e dell'insolvenza, versione completa e di sintesi
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