Le misure cautelari e protettive (art. 54)

Durante il corso dei procedimenti possono rendersi necessarie a favore del debitore misure cautelari e protettive già definite in generale dall’art. 2 del codice.

Per l’art. 54 primo comma: “Nel corso del procedimento per l'apertura  della  liquidazione giudiziale  o  della  procedura  di  concordato   preventivo o di omologazione degli accordi di ristrutturazione, su istanza di  parte, il tribunale può emettere  i  provvedimenti  cautelari,  inclusa  la nomina di un custode dell'azienda o  del  patrimonio,  che  appaiano, secondo le circostanze, più idonei  ad  assicurare  provvisoriamente gli effetti della sentenza che dichiara l'apertura della liquidazione giudiziale o che omologa il concordato preventivo o  gli  accordi  di ristrutturazione dei debiti.

 

Di diversa natura sono invece le misure protettive previste in generale dall’art. 2 lett. p) secondo cui sono: p) «misure protettive»: le misure temporanee disposte dal giudice competente per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell'insolvenza.

Ancora l’art. 20 ne parla in occasione della procedura per la composizione assistita della crisi perché anche in quell’occasione possono essere chieste.

Quando possono essere chieste le misure protettive? Abbiamo diverse ipotesi:

a) Nel ricorso in cui si chiede l’apertura di una procedura per la regolazione della crisi o dell’insolvenza ex art. 40. 

Per  il comma 2 dell’art. 54: “Se il debitore ne ha fatto richiesta nella domanda di cui all'articolo 40, dalla data della pubblicazione della medesima domanda nel registro delle imprese, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul suo patrimonio. Dalla stessa data le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze non si verificano”.

b) Nel corso delle trattative   e  prima del  deposito  della  domanda  di  omologazione  degli   accordi   di ristrutturazione dei debiti anche di quelli ad efficacia estesa ex art. 61.

Si chiedono le stesse misure già viste nel punto a). In questo caso sarà necessario allegare  la documentazione dell’art. 57 prevista per gli accordi di ristrutturazione dei debiti,  e  la  proposta  di  accordo   corredata   da un'attestazione   del professionista indipendente che attesta che sulla  proposta  sono  in corso trattative con i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento dei crediti e che la stessa, se  accettata,  è idonea  ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori con i quali  non  sono in  corso  trattative  o  che  hanno  comunque  negato   la   propria disponibilità a trattare.

c) Nel caso già visto del procedimento di composizione assistita della crisi.

Anche in questi casi si possono chiedere misure protettive ex art. 20.

In tutti e tre questi casi, per il comma 4 dell’art. 54, il debitore può chiedere che la sua domanda sia pubblicata nel registro delle imprese. Le misure protettive conservano efficacia anche se il debitore, prima della scadenza fissata dal giudice ai sensi dell'articolo 44, comma 1, lettera a) del codice per il deposito degli accordi di ristrutturazione, deposita domanda di apertura del concordato preventivo.

Il procedimento per ottenere le misure cautelari e protettive è regolato dall’art. 54.


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