Le procedure di allerta e composizione assistita della crisi.

 Il titolo II del codice si occupa delle procedure che abbiamo appena citato. Ricordiamoci infatti che nella legge delega l'articolo 4 impegna il Governo  a introdurre e disciplinare procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale, finalizzate a incentivare l'emissione anticipata della crisi ed ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditore.

Questo compito è stato diligentemente svolto dal Governo  nel codice della crisi dell'impresa e dell'insolvenza. In effetti il campo uno del titolo secondo si occupa di un'importante aspetto dello stesso codice, e cioè quello relativo agli strumenti di allerta.

Se guardiamo però specificamente chi ha l'obbligo di attivare gli strumenti di allerta, scopriamo che questi strumenti non devono essere attivati da tutti i debitori considerati nel codice, ma solo da quelli indicati negli articoli 14 e 15 del codice stesso, e queste sono, per l'articolo 14, gli organi di controllo societario, e per l'articolo 15, i creditori pubblici qualificati.

Ma ora viene una questione fondamentale: che cosa sono gli strumenti di allerta?

Secondo il codice gli strumenti di allerta costituiscono gli obblighi di segnalazione posti a carico dei soggetti di cui agli articoli 14 e 15 finalizzati, insieme agli obblighi organizzativi che incombono sull'imprenditore secondo quanto previsto dal codice civile, alla tempestiva rilevazione degli indizi di crisi dell'impresa, ed alla sollecita adozione delle misure idonee alla sua composizione. Gli strumenti di allerta, secondo la definizione del codice, s'identificano principalmente con questi obblighi di segnalazione posti a carico degli organi di controllo societario e dei creditori pubblici qualificati.

In altre parole vedremo che quando in un ente collettivo, società in primo luogo, vi sono degli indizi di crisi gli organi di controllo delle società devono attivarsi, e anche, se necessario, segnalare la situazione in cui versa la società agli organi competenti, e stiamo parlando principalmente del Ocri.

Per quanto riguarda invece i creditori pubblici qualificati, vedremo che questi devono anch'essi alle condizioni previste dallo stesso codice attivarsi, per segnalare la situazione a loro debitore, e, se necessario, agli organismi che devono cercare di risolvere la crisi, e quindi stiamo parlando principalmente del Ocri.

Quindi gli strumenti di allerta sono obblighi di segnalazione da parte di soggetti qualificati di indizi di crisi, cui si aggiungono l'adozione di misure necessarie per la sua composizione.

 

Dobbiamo però notare che questi obblighi non vi sono in casi particolari, e ci riferiamo all'ipotesi in cui già pende una procedura per la regolazione della crisi o dell'insolvenza, e il motivo è evidente. Altra osservazione necessaria e che se pende una di queste procedure, ciò non può costituire motivo di risoluzione dei contratti pendenti che ha stipulato il debitore.

Di coloro che abbiamo visto fino ora, si capisce che non tutti i debitori sono destinatari degli strumenti di allerta; in primo luogo abbiamo visto che gli strumenti di allerta riguardano principalmente gli enti collettivi, e ora possiamo precisare, secondo quanto dispone l'articolo 12 comma 7, che i debitori destinatari degli strumenti di allerta sono quelli che svolgono attività imprenditoriale, e ne sono soggetti anche le imprese agricole, e le imprese minori compatibilmente con la loro struttura organizzativa.

Sono invece esclusi dagli strumenti di allerta le grandi imprese, i gruppi di imprese rilevante dimensione, le società con azioni quotate nei mercati regolamentati o diffuse fra il pubblico in misura rilevante, secondo quanto stabilisce l'apposito regolamento della Consob.

Manuale della crisi d'impresa e dell'insolvenza, versione completa e di sintesi.
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