5  Domande cognizione


Nelle risposte, in grassetto le risposte esatte.

41. Chi è la parte che ha la legittimazione agire?

 

1. La risposta è diversa a seconda delle teorie che si accettano nel nostro ordinamento, secondo la teoria che vede l'azione come il diritto ad ottenere un provvedimento sul merito, legittimato ad agire è il titolare del diritto fatto valere in giudizio;

2 La risposta è diversa a seconda delle teorie che si accettano nel nostro ordinamento, secondo la teoria che vede l'azione come il diritto ad ottenere un provvedimento sul merito, legittimato ad agire è colui che si afferma essere titolare del diritto fatto valere in giudizio;

3. La risposta diversa a seconda delle teorie sull'azione che si accettano nel nostro ordinamento, secondo la teoria che vede l'azione come diritto ad ottenere un provvedimento sul merito, legittimato ad agire è colui che afferma di essere stato leso in una sua posizione di fatto e di diritto.

 

Risposta 41

 

 

42. Per le diverse teorie sull'azione, sono anche diverse le condizioni dell'azione?

 

1. Le diverse teorie sull'azione hanno in comune le condizioni dell'azione, ma non tutte, e le condizioni dell'azione in comune, anche se indicate con gli stessi nomi, sono profondamente diverse tra di loro in merito al loro contenuto;

2. Le condizioni dell'azione sono in numero variabile a seconda del tipo di teoria sull'azione considerata, ma, comunque, il contenuto delle singole condizioni, è uguale per tutte e tre le teorie;

3. Dipende dal tipo di teoria, ve ne sono alcune che esprimono allo stesso modo le singole condizioni dell'azione, mentre sono delle altre che le in modo diverso .

 

Risposta 42

 

43. Quale la differenza tra le azioni di cognizione e le azioni esecutive?

 

1. Le azioni cognizione hanno come base comune un accertamento, mentre nelle azioni esecutive questa accertamento si ha per già effettuato, essendo solo necessario mettere in pratica ciò che dispone il titolo esecutivo;

2. Pur essendo diverse fra di loro, le azioni di cognizione e le azioni esecutive hanno in comune il nucleo dell'accertamento, anche se è vero che nelle azioni esecutive prevale la parte materiale e concreta dell'azione civile;

3. La differenza tra azioni cognizione e azioni esecutive è enorme, in quanto le azioni cognizione hanno sia la caratteristica dell'accertamento, sia la caratteristica della concreta attuazione di quanto contenuto all'accertamento, mentre azioni esecutive sono residuali e vengono esercitate solo nei casi in cui sia fallita la parte esecutiva dell'azione di accertamento.

 

Risposta 43

 

 

44. Abbiamo un solo tipo di azioni di cognizione come abbiamo un solo tipo di azione esecutiva e cautelare?

 

1. No, perché le azioni di cognizione si distinguono in due sottotipi.

2. Sì, le azioni cognizione sono di un unico tipo, come le azioni esecutive e cautelari, e ciò perché non si capirebbe una differenza così netta di disciplina tra tipi di azione che sono tutte contenute nel codice civile e di procedura civile;

3. No, le azioni cognizione ci si distinguono in tre sottotipi;

 

Risposta 44

 

 

45. Come si distingue l'azione di condanna da quella costitutiva?

 

1. Le azioni di condanna e quelle costitutive sono sostanzialmente equivalenti, perché in entrambi casi il convenuto è condannato al pagamento delle spese processuali;

2. L'azione di condanna ha come nucleo essenziale un accertamento, cui si aggiunge la condanna del convenuto, mentre l'azione costitutiva va a modificare direttamente delle situazioni giuridiche nel senso della loro nascita, modifica, estinzione.

3. L'azione costitutiva mira a costituire un titolo esecutivo che potrà essere azionato dal creditore in caso di inadempimento del debitore, mentre l'azione di condanna incide sul contenuto del diritto vantato dall'attore, nel senso che questo potrà costituirsi, estinguersi, modificarsi, grazie all'azione di condanna.

 

Risposta 45

 

46. L'interesse ad agire deve sempre essere accertato dal giudice nell'ambito di un processo?

 

1. Dipende dal tipo di azione, nell'azione costitutiva e di condanna, interesse ad agire è il presupposto dallo stesso legislatore; il giudice quindi accerterà autonomamente l'interesse ad agire solo nelle azioni di accertamento;

2. L'articolo 100 del codice di procedura civile dispone che per proporre domanda o per contraddire ad essa è necessario avervi interesse, e quindi il giudice dovrà sempre autonomamente accertare la presenza dell'interesse ad agire.

3. Solo nelle azioni costitutive e di condanna sarà necessario accertare autonomamente l'interesse ad agire, perché è evidente che se ad esempio nell'azione di condanna il creditore è in realtà talmente ricco da non avere bisogno del danaro del debitore, è chiaro che il giudice dovrà verificare in quella specifica occasione se la prestazione del debitore gli sarà effettivamente utile, e quindi il suo interesse ad agire.

 

Risposta 46

 

 

47. Nel processo civile quando si parla di petitum si fa riferimento a un solo concetto?

 

1. Il petitum è unico, e fa sempre riferimento all'oggetto del processo.

2. Il petitum può essere inteso in due modi diversi, e cioè come petitum-fatto, e cioè l'indicazione dei fatti posti a fondamento della domanda, e petitum oggetto, cioè come il bene della vita voluto dall'attore.

3. No, si parla normalmente di petitum immediato e petitum immediato, il petitum mediato fa riferimento all'oggetto del processo, mentre petitum immediato è il provvedimento richiesto giudice.

 

Risposta 47

 

 

48. Come può essere intesa la causa petendi?

 

1. La causa petendi può essere intesa in due modi diversi, e cioè come indicazione dei fatti indicati dall'attore, e come indicazione del bene della vita che l'attore chiede al convenuto;

2. La causa petendi può essere intesa in due modi diversi, e cioè nell’indicazione dei fatti lesivi, e nell’indicazione del rapporto giuridico;

3. La causa petendi è unica, e si identifica esclusivamente nel rapporto giuridico portato alla cognizione del giudice da parte dell'attore.

 

Risposta 48

 

49. Quali sono le conseguenze della mancata indicazione della causa petendi?

 

1. Dipende da cosa intendiamo per causa petendi, di regola la mancata indicazione dei fatti porterà alla nullità della citazione, mentre la mancata indicazione delle norme di legge da applicare a un certo fatto, e quindi in definitiva del rapporto giuridico, non porterà alla nullità della citazione a meno che questa mancata indicazione del rapporto non renda impossibile l'individuazione del fatto stesso;

2. Non è pensabile che sia possibile iniziare un giudizio senza indicare la causa petendi comunque intesa;

3. La mancata indicazione della causa petendi integra un vizio della citazione sanabile d'ufficio da parte del giudice.

 

 Risposta 49

 

 

50. Che cosa sono la vocatio in ius e la edictio actionis?

 

 

1. Entrambi gli elementi sono in realtà dei modi convenzionali per individuare, senza distinzioni particolari, tutti gli elementi della citazione, la distinzione serve, più che altro, a far intendere che la citazione sarà sempre nulla quando manchino tutti e due questi elementi.

2. Indicano i modi attraverso cui l'attore può far conoscere al convenuto il luogo e il giorno della causa, in particolare la vocatio in ius serve a far conoscere l'oggetto la domanda, e la edictio actionis  indica invece esclusivamente la causa petendi;

3. Indicano gli elementi più importanti della citazione, la vocatio in ius indica tutti gli elementi che permettono di chiamare correttamente il convenuto, mentre la edictio actionis indica gli elementi relativi all'oggetto, e alle ragioni della domanda intesa come i fatti della causa;

 

 Risposta 50