Impresa sociale

 
 

Nozione
(art. 1 d.lgs. n. 155\2006)

Sono imprese sociali quegli enti privati che  esercitano   in  via  stabile  e  principale un'attività  economica  organizzata al fine della produzione o dello scambio  di  beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità  di interesse generale

Nel sistema economico italiano, e non solo, si è assistito a una forte espansione del “terzo settore”, cioè di quell’area economica, dove operano organizzazioni private non statali che sono dedite alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva.

Abbiamo quindi il “primo settore” cioè lo Stato nella sua veste di erogatore di beni e servizi di pubblica utilità, il secondo settore, e cioè le imprese e gli enti che forniscono beni e servizi, ma secondo un’ottica di mercato, tendenzialmente dominata dal profitto, e il terzo settore, che si pone in posizione intermedia tra i due.

L’affermarsi del terzo settore, che comunque comprende una galassia di organizzazioni, spesso molto differenziare tra loro, ha trovato un riconoscimento nel principio di sussidiarietà ex art. 118 della Costituzione che consiste nel trasferire la gestione di certi servizi pubblici direttamente agli enti locali e (sussidiarietà verticale) e, inoltre, consiste nell'attribuire certi compiti che erano svolti dallo stato sociale, a associazioni di volontariato senza scopo di lucro (il terzo settore, appunto); in questo caso si parla di sussidiarietà orizzontale, che lo Stato incoraggia con incentivi e benefici fiscali.

Tra le organizzazioni del terzo settore, ricordiamo le Onlus, (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), le cooperative sociali, ma anche le semplici associazioni di volontariato, tutte caratterizzate dalla produzione di beni e, soprattutto, servizi di pubblica utilità, e dall’assenza dello scopo di lucro.

Fra l’erogazione di beni e servizi di pubblica utilità, ricordiamo l’assistenza sociale e sanitaria, la beneficenza, la promozione della cultura e dell’arte, e la tutela dell’ambiente.
Tenendo presente questa realtà, si è avvertita l’esigenza di prevedere una struttura che avesse l’agilità e l’efficienza produttiva dell’impresa, ma caratterizzata dalla produzione “sociale” e dall’assenza dello scopo di lucro. Per rispondere a tale esigenza
il d.lgs. n. 155\2006 ha introdotto nel nostro ordinamento l’impresa sociale. Vediamone, quindi i tratti fondamentali della disciplina cominciando a vedere chi sono i soggetti che possono svolgere questa particolare attività economica.

1. enti che possono divenire imprese sociali;
2. costituzione dell'impresa sociale;
3. la responsabilità patrimoniale.

 



Sulla natura di operatore economico dell' impresa sociale

Cons. Stato Sez. III, 15-04-2013, n. 2056
Le associazioni di volontariato possono essere ammesse alle gare pubbliche quali "imprese sociali", alle quali ild.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 , ha riconosciuto la legittimazione ad esercitare in via stabile e principale un'attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità d'interesse generale, anche se non lucrativa. L'assenza dello scopo di lucro non esclude, quindi, che tali soggetti possano esercitare un'attività economica e che, dunque, siano ritenuti "operatori economici", potendo soddisfare i necessari requisiti per essere qualificati come "imprenditori", "fornitori" o "prestatori di servizi (Riforma della sentenza del T.a.r. Veneto - Venezia, sez. I, n. 481/2004).
FONTI
 
Massima redazionale,  De Agostini 2013